Tre strategie programmatic per il Black Friday

Da alcuni anni il Black Friday conquista gli italiani. Ad ogni edizione, il comportamento dei consumatori rivela un po’ di più su ciò che le aziende devono aspettarsi per questa data e soprattutto su come sfruttarla in maniera strategica . Anche questo “Venerdì Nero” ha tutte le carte in regola per sorprendere: 9 italiani su 10 hanno intenzione di fare  acquisti con budget medio stanziato per l’occasione di 221 euro. Per il primo anno le vendite sui canali online dovrebbero eguagliare quelle dell’offline offline (rispettivamente 38% e 37%). Per aiutare le performance sia dell’e-commerce che dei negozi fisici, spiegheremo come è strategico adottare strategie in programmatic.

Segmentazioni precise grazie allo studio delle affinità

Creare una segmentazione durante il periodo in cui gli utenti stanno pianificando l’acquisto di beni e servizi non è facile perché l’associazione tra prodotti acquistati e il Black Friday non è intuitivo. In questo caso pensare alle affinità diventa una sfida che il programmatic può affrontare. Prendendo in considerazione le categorie che dovrebbero distinguersi in questa edizione (tra i quali prodotti di elettronica, accessori, abbigliamento), si possono analizzare i segmenti di interesse in questi settori e, in base alla navigazione, capire quali altri segmenti complementari possono essere interessati all’offerta. Inoltre, campagne precedenti dello stesso tipo possono essere molto utili perché dalla loro analisi è possibile tracciare le affinità legate al consumatore dell’inserzionista generando campagne ancora più granulari e solide.

Creatività dinamiche e memorizzazione del brand

Una degli argomenti chiave per i consumatori durante il Black Friday è la fiducia nelle offerte: il 54% delle variabili prese in considerazione durante l’acquisto sono legate alla fiducia e alla qualità del servizio e, tra i marchi di fiducia, il confronto delle offerte aumenta 30 giorni prima della data. In questo modo banner per la scontistica statici e appariscenti, non sono più tanto efficaci. I DCO ( Dynamic Creative Optimization) a loro volta, possono essere strumenti preziosi. Con un’attenta e dettagliata segmentazione, basata sul retargeting degli utenti che hanno visitato una certa pagina durante la ricerca, il brand massimizza le opportunità di vendita, oltre che creare empatia con l’utente. Questo perché, conoscendo il prodotto ricercato dal target, la creatività dinamica ripropone il prodotto della pagina visitata rafforzandone i vantaggi commerciali offerti. Anche se il marchio in questione è già ben noto, le creatività dinamiche possono rispecchiare i diversi vantaggi che si presentano all’approssimarsi della data, come sconti più elevati, variazioni di un prodotto ricercato o facilità di consegna. Così, l’inserzionista può capitalizzare, in modo più preciso e creativo, sui visitatori del vostro sito.

L’importanza della riconciliazione dei dati tra campagne digitali e  negozi fisici

In un anno in cui acquistare in spazi fisici equivale ad acquistare online (senza contare il 25% dei consumatori che intendono acquistare su entrambi i media), è molto importante verificare se gli sforzi di marketing digitale stanno realmente portando i consumatori all’acquisto. Per questo, i negozi fisici devono utilizzare la riconciliazione dei dati utilizzati nella campagna programmatic con i dati del proprio CRM – prendendo questo fattore, così come la geolocalizzazione segmentata e la recency dell’esposizione pubblicitaria, per dire  in modo più sicuro che la conversione nel negozio è avvenuta grazie al web. Anche se questa pratica non è nuova sul mercato, un’indagine di Tradelab ha rivelato che il 50% degli inserzionisti non lavora ancora con dati riconciliati, il che rende difficile un’equa analisi delle attribuzioni.

Il Black Friday è un’occasione unica per incrementare le vendite e i modi per farlo sono molti – soprattutto quando più del 30% dei consumatori non è ancora sicuro di ciò che compreranno e, quindi, più ricettivo alla comunicazione. Spetta quindi ai brand non solo investire in campagne, ma utilizzare la data intelligence per garantire che la strategia di comunicazione scelta generi un ritorno, monetizzando il valore investito nell’acquisizione dei clienti in un periodo che, per molti settori, è il mese di maggior peso dell’anno.

 

Black Friday, digital strategy, programmatic

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